Posts Tagged ‘filato a mano’

In difesa di Boris…

Boris è il cucciolone di casa. Lo abbiamo adottato nell’ottobre 2012, quando aveva quattro mesi, salvandolo da una situazione estrema.
Era spaventato, ma pieno di gratitudine e desideroso di recuperare la spensieratezza di cucciolo che fino a quel momento non aveva avuto. Doveva essere di taglia medio piccola. Quando l’abbiamo portato alla sua prima visita di controllo, il veterinario ci ha congedato ridendo, facendoci tanti auguri. Ora che ha due anni e mezzo, capisco perché: è decisamente di taglia medio-grande :-).
Ha saputo subito farsi volere bene e, come un piccolo figlio della giungla (urbana), ha imparato tutto dai suoi fratelli, i miei figli, quindi si comporta come un umano. Boris si mette in piedi sulle zampe posteriori, abbraccia, accarezza, a modo suo parla. Stiamo lavorando sulle consonanti per poter passare alla scrittura e quindi all’analisi grammaticale.

E’ un ragazzone meraviglioso, ma un difetto ce l’ha: ruba. Lo fa per giocare, per attirare l’attenzione, ma ruba. E se associamo questa tendenza al fatto che per lui lana vuol dire pecora, non è difficile capire come in questi ultimi due anni non sia stato agevole per me mettermi al lavoro con tranquillità.
Ho sempre tenuto il mio materiale e i miei strumenti lontani dalla sua portata (anche per non correre rischi con clienti potenzialmente allergici), ma non bastava: non potevo più nemmeno portare l’arcolaio davanti alla televisione. Ah, anni difficili quelli dell’adolescenza, anche se hai quattro zampe!

Fortunatamente, crescendo Boris è maturato. Oggi posso dire con serenità che ruba molto meno…

Boris-red

Va beh, ogni tanto la tentazione ha il sopravvento sulla saggezza.

P.S. Vorrei precisare che la matassa rubata è stata inevitabilmente riservata al mio uso personale. Ne sto facendo una quasi uguale da mettere in vendita. Questa volta, per stare tranquilla, comprerò in anticipo l’onestà di Boris con una ciabatta quasi nuova….

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L’artigiana e la babbiona

Il contatto, sebbene indiretto, con i clienti di un negozio come polsogemello ha stimolato la mia voglia di sperimentare. E’ stato molto importante avere riscontro sulle vendite dei miei prodotti da parte di persone reali e non più dall’analisi di statistiche e diagrammi. Ho avuto anche la fortuna di avere a che fare con un team molto creativo, aperto a tutte le nuove tendenze che sono il sogno di ogni artigiano. Tuttavia, la creatività a volte si scontra con macigni insormontabili. Tra tutti, il peggiore mi è arrivato in testa quando ho messo in vendita una linea di sciarpe-collane per la linea primaverile.

La sciarpa prima della mutilazione....

La sciarpa prima della mutilazione….

Inizialmente, la prima sciarpa era per me. Ma poi ne avevo fatte altre e le avevo date al negozio. Le vendite sono andate subito bene e già ero pronta a vendere anche quella che mi ero tenuta a casa, quando mi viene recapitato un bigliettino da parte di una cliente. La signora, in tono secondo lei scherzoso, mi scriveva che si era presa la libertà artistica di tranciare tutte le eccedenze di nastro, perché non le riteneva adatte per la sua età. E si diceva anche certa che non solo avrei capito, ma anche approvato. Insomma, mi aveva fatto un favore. Allora. Premettiamo che io ho un pessimo carattere. Aggiungiamo però che non sono né stupida, né presuntuosa al punto da ritenermi intoccabile. Ma a tutto c’è un limite! Ma brutta babbiona, perché non te la sei creata tu da zero una sciarpa adatta alla tua età? Sarai anche in gamba, ma allora mi spieghi perché devi prendere una mia idea e adattarla al tuo “estro creativo”? Fortunatamente, in negozio non ci sono io. Io sono a casa a inveire. Questo episodio e altri simili mi hanno portata a difendere ancora più strenuamente il diritto creativo dell’artigiano. Un sentimento che ricordo con grande nostalgia del periodo in cui ero molto attiva su Etsy. Il fatto è che se una cosa nasce in un modo è perché chi l’ha creata l’ha immaginata e voluta così. Stiamo parlando di creazioni artigianali, tutto è lecito. Se si trattasse della costruzione di un ponte o di un esperimento scientifico sarebbe diverso. Ma nel processo creativo l’artigiano va rispettato. E’ troppo facile prendere l’idea di una persona e adattarla pensando di migliorarla. Non credo che servano solo leggi a tutela di questo principio. Temo che entri in gioco un altro fattore, per il quale ormai ho perso le speranze. Un concetto antico che si chiama rispetto per il prossimo. Sì, lo stesso che mi ha fermata dal rispondere alla signora. Almeno per iscritto ;-)

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